benessere e reddito per tutti col reddito di cittadinanza o una via di mezzo tra esso e il reddito minimo

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Al concetto di reddito di cittadinanza porta un discorso di Tim Harford (in “L’economista mascherato”, Rizzoli, 2006 d.C., pagg. 91-94: gradisco assai quel libro, non ostanti imprecisioni),

almeno apparentemente per altre vie,

se viene sviluppato di un minimo grado.

Riespongo alcuni concetti tratti da lì più e meno letteralemente:

un grande giocatore di basket negli anni 1960 e 1970 era diventato ricchissimo, perché i tifosi spendevano volentieri per ammirarlo nel gioco. Dunque la sua ricchezza era giusta, ma costituiva distribuzione non equa della ricchezza: dunque iniqua?

Allora lo stato avrebbe potuto tassarlo (nei redditi) più che altri, ma allora avrebbe potuto smettere di giocare, o avrebbe potuto giocare scontento, quindi peggio.

Così da un lato non ci sarebbe stato accentramento di ricchezza, dall’altro lo stato avrebbe incassato di meno, e anche i tifosi sarebbero stati scontenti. Tutti i soggetti interessati dunque avrebbero preferito la condizione “iniqua” (distribuzione ineguale della ricchezza).

Intanto avrebbero potuto tassare tutti sulle spese ritenute poco utili o disutili, secondo criteri ovviamente discutibili: es.: l’acquisto di vetture di lusso, l’acquisto di presenze agli stadi per partite di calcio, di posti a teatro per concerti classici, di prodotti di agricoltura biodinamica o biologica o chimica, di operazioni di chirurgia estetica, di processi di fecondazione esosomatica, di adozione, di acquisto di alcolici e altre droghe…

Una soluzione sarebbe tassare il riccone una tantum (cioè una sola volta! garantita! non “ogni tanto”) sui redditi già conseguiti, sicché egli non sarebbe scoraggiato dal giocare ancora, perché comunque la tassa dovrebbe pagarla.

(Sbagliato: sarebbe demoralizzato, e altri giocatori sarebbero scoraggiati a giocare tanto bene.

In Italia poi dove le tasse Una tantum sono ogni tanto, demoralizzerebbe anche tutti, aspettandosi tutti che avvenga qualche tassa simile per loro).

Una volta Roosevelt applicò davvero una tassa quasi ad personam, per un’aliquota tale che soltanto John D.Rockefeller pagò.

Il problema però è che comunque anche la tassa una tantum influisce sul comportamento del tassato.

Inoltre sarebbe stata una tassa equa se fosse stata sancita e divulgata prima ancora che quel campione del basket nascesse: in tal modo non sarebbe stato frustrato, anzi avrebbe potuto non dedicarsi al basket.

(Invece comunque sarebbe stato frustrato).

Si potrebbe studiare qualcosa come un teorema del vantaggio di partenza. (Allude a pag.88:) volendo fare giungere tutti i partecipanti a una gara a tagliare il traguardo simultaneamente, si potrebbero dare dei vantaggi in partenza secondo le abilità di ognuno. Si potrebbero viceversa appesantire gli atleti migliori, o ingiungergli di tenersi per mano tutti, ma sarebbe uno spreco di talenti, la gara non sarebbe bella.
L’analogo di ciò in economia sarebbe applicare tasse flat, ad esempio tot €/anno a tutti, o a tutti quelli di una qualsiasi categoria arbitraria, ad esempio a chi ha cognome che principia per S. (castroneria oscura! sarebbe l’equivalente dei ceppi o impedimenti agli atleti, non sarebbe come spostare indietro i ceppi starter agli atleti migliori), oppure una ridistribuzione a forfait, ovvero sussidi a forfait.
In un normale inverno in Inghilterra crepano di freddo 25000 anziani a causa dello scarso riscaldamento.
Perciò lo stato tassa di meno il gasolio per riscaldamento, ma questo criterio somiglia a quello d’incomodare gli atleti migliori   (boh?!).
A quanto pare, tutti i governi si trovano a dovere aumentare le entrate fiscali (direi le uscite fiscali, perché il popolo s’impoverisce); orbene la prima mossa per una stategia fiscale efficiente sarebbe assegnare la medesima IVA su tutto! Questo non influirebbe sulle decisioni di acquisto della gente, lasciando fare tutto il resto al libero mercato   (chissà perché non influire sulle decisioni con politiche economiche e non soltanto con la scuola e con le pubblicità e le leggi sui cibi?).
Anzi potrebbe convenire tassare ulteriormente il gasolio per riscaldamento: da un lato perché è un consumo anelastico quindi lo stato c’incasserebbe comunque, dall’altra perché il petrolio è una risorsa fossile e inquinante.
  Come metterla allora per gli anziani (e perché no per i freddolosi?)?
Diamogli un vantaggio di partenza in ragione della povertà e dei bisogni di calore (ma chi li sa?)!
Cioè sussidi.
Con essi gli anziani troverebbero la propria strada per l’efficienza (e la felicità), non necessariamente bruciandosi più gasolio!
  Qualcuno emigrerebbe in climi caldi, qualcuno coibenterebbe la casa, qualcuno si doterebbe di scaldini per mani e piedi. Alcuni che non avevano freddo impiegherebbero il denaro variamente, mentre nessuno sarebbe spinto a bruciare più gasolio a meno che davvero ne avesse bisogno, ma in tal caso avrebbe denaro per farlo.
  Siccome i mercati liberi e perfetti sono efficienti, cerchiamo di conservare e valorizzare tale efficienza! (Come detto: boh! Esistono mercati liberi in teorie e forse utopie o tra angeli).
La fantasia ci aiuta non solo a capire come e perché sorgono problemi economici, ma anche a escogitare e trovare soluzioni.

Anche FONDERIE OXFORD http://www.facebook.com/pages/Fonderia-Oxford/118427884917164 nel 2011 d.C. ha sostenuto la convenienza del reddito di cittadinanza per l’Italia:  ne lessi su una rivista e su http://www.icyte.com/saved/www.fonderia.org/598133
(da http://www.fonderia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=97:il-reddito-di-cittadinanza-unutopia-possibile&catid=59&Itemid=167 ).

Colgo occasione per riportare un discorso di Nicolò Giuseppe Bellia sull’importanza e urgenza d’istituire il REDDITO DI CITTADINANZA:
http://www.icyte.com/saved/www.facebook.com/416753?key=3bfbdbe143372794a388dcac7835d60ee1515ee0

► Importa che il reddito sia introdotto GRADUALMENTE onde evitare improvviso rilassamento psicologico e crollo di produzioni come nella storia di Walt Disney – Barks “Paperone e la pioggia d’oro”!
Sarebbe un disastro, e nel sentimento collettivo instillerebbe l’idea che il reddito di cittadinanza sarebbe un male:
sarebbe peggio che non averlo istituito affatto!
Direi +50€/mese al mese andrebbero bene, fin al tot che lo stato (¹) si possa permettere di anno in anno (o di mese in mese) (²).
   Ripensandoci: MOLTO GRADUALMENTE! Lo stesso Andrea Fumagalli (autore delle 10 tesi su http://tinyurl.com/redditodicittadinanza) mi risulta che sia oggigiorno propenso al REDDITO MINIMO.
Effettivamente è duro il concetto di reddito per tutti.
E forse è davvero esagerato e superfluo. Allora..? Allora perché non una via di mezzo? (finché la forma mentis non cambi molto). “In medio stat virtus”!
█► VIA DI MEZZO  :   non una soglia netta tra pensione sociale o reddito minimo garantito   E    reddito di cittadinanza,    bensì una soglia sfumata.
Magari aggiungerò un grafico per illustrare il concetto, ma per esempio grossolano — i numeri sono totalmente arbitrari –:
reddito privato = 0 → reddito assistenziale +100
reddito privato = 10 → assistenziale +95
reddito privato = 50 → assistenziale +70
r.p. = 100 → assistenziale +50
r.p. = 200 → assistenziale +25
r.p. = 400 → assistenziale +10
r.p. = 1000 → assistenziale +1
Reputo importante che il reddito assistenziale non arrivi a 0 neppure per gli straricchi, che sia presente sia pur in tracce, in centesimi annui, che non fanno un gran danno nell’erario, e che invece rammentano agli straricchi che anch’essi fanno parte del sistema e non sono emarginati, quindi possono continuare o cominciare a produrre beni veri e con serenità.
Meglio di una tabella, una funzione artimetica o matematica, e se pure infine si preferisse la tabella, sia chiara la curva che unisce i punti, affinché si evidenzino eventuali squilibri, e il criterio (fino alla funzione matematica) che l’ha generata.

____________________________

CHIOSE:

(1) Lo stato o qualsiasi associazione di persone pur parzialmente autonoma (nessun ente è totalmente autonomo).

(2) OBIEZIONE diffusa: DA DOVE PRENDE LO STATO I SOLDI DEL REDDITO DI CITTADINANZA? DAL NULLA?!
Risposta: non dal nulla, benché ci sarebbe da discutere anche quest’idea, cfr. signoraggio bancario;
IL DENARO OCCORRENTE SAREBBE REPERITO da:
• tasse: non sarebbe un annullamento del reddito di cittadinanza, perché le tasse sono in funzione (e secondo me sarebbe meglio a questo punto che siano in funzione PROPORZIONALE) ai REDDITI (totali o differenziali), e/o ai CONSUMI (l’IVA) e/o alle PROPRIETA’ o meglio ai POSSESSI (l’IMU per gl’immobili e il bollo di proprietà per le automobili più recenti di 20 anni (le più vecchie sono sottoposte a una tassa per la circolazione, cioè se per un intero anno solare uno non fa circolare una vettura vecchia non è obbligato a pagare la tassa)). (C’è chi su questi 3 obbiettivi distingue “tasse” e “imposte”, ma ho capito che c’è chi fa corrispondere le 2 parole alle 2 cose in un modo, chi nell’altro).
Una buona idea sarebbe tassare soltanto (per precisione: in modo graduato) i GROSSI produttori di materie prime e di cibo, e i GROSSI importatori. (E FORSE tutte le GROSSE industrie). In tal modo si frenerebbe la tendenza alla riunione di tutte le industrie in imprese grosse e ottuse, e schiavistiche come i latifondi, fino a una sola mega-multinazionale mondiale, come è la tendenza.
Non occorre porre limiti superiori ai guadagni individuali.
Tutti i commerci e le elaborazioni a valle dei colossi industriali e mercantili pagherebbero le tasse indirettamente, poiché i produttori alzerebbero i prezzi, ma tutti i commerci e le elaborazioni a valle sarebbero favorite, non dovendo neppure più essere registrate. L’IVA a ogni passaggio di mano è un grave freno al PIL !
Il PIL non è il FIL (Felicità interna lorda), ma denota comunque la vivacità dei commerci, sia pur in modo lordo.
E dove c’è dinamica c’è vita.
Ancora più incoraggiante i commerci sarebbe la tassazione non su essi commerci bensì sulle detenzioni, sui possessi. Riprendo il tema più sotto.

NB: le tasse sulla PROPRIETA’ sono sulla proprietà, che è diversa dal POSSESSO: ad es. uno viene rapinato in casa, i rapinatori lo cacciano e s’installano in casa sua, cambiano la serratura, a quel punto il proprietario deve continuare a pagare la tassa sulla proprietà, benché il possesso pur abusivo è di altri, e per essere sloggiarli legalmente in Italia passano mesi o anni, anche in questo caso, e non scherzo, ho sentito 2 avvocati al riguardo. Se gli occupanti abusivi sono ex inquilini che non pagano niente, il proprietario deve pagare ANCHE le tasse sui redditi, come se essi pagassero regolarmente.
Un fenomeno paragonabile è quello per cui gli artigiani e i liberi professionisti devono pagare tasse sui redditi presunti dal fisco, non da loro, dell’anno seguente, anzi già per avere il codice partita iva devono pagare: un’invenzione perfida poiché il codice fiscale basterebbe e avanzerebbe, volendo.

• risparmio sugli attuali istituti di sovvenzione e assistenza sociale: contributi alle spese sanitarie, redditi minimi, pensioni d’invalidità, pensioni pubbliche — ma quelle ormai promesse per i lavoratori attuali dovrebbero essere mantenute, e magari anche le pensioni per i già nati … diversamente –, sovvenzioni a famiglie numerose, borse di studio, ecc.
• come al solito, dalle spese militari. Queste meriterebbero un pensierino autonomo, cfr satyagraha e nonviolenza, e impiego migliore nel prevenire guerre pardon difese pardon operazioni di pace.
• disumano togliere le sovvenzioni ai disabili? Chi lo trovasse disumano istituirebbe una raccolta di fondi o colletta per pagare i poveretti. Se sono essi tanto antipatici o circondati da antipatici, fanno bene ad andarsene un po’.

Un’utopia: l’Italia… anzi… un qualsiasi Paese finalmente tramite un plebiscito si affrancherà dall’Europa e dagli USA della BCE e della Federal Reserve e della World Bank, e dalla NATO e dal BRIC,
istituirà il reddito di cittadinanza, nazionalizzerà le banche, produrrà una moneta di credito, e
solo 2 tasse:
una sui beni in possesso, sia mobili sia immobili sia partecipazioni azionarie, così da invogliarne la circolazione,
e una simile sugl’ingombri, di superfici e di volumi, per qualsiasi oggetto che non resti normalmente chiuso in un altro oggetto a sua volta tassato (ad es. matite, in casa o in automobile; ci sarà da sfumare e precisare per chi detiene box per vetture, ecc.).
E tutte le nazioni seguiranno a ruota.

Le utopie sono regolarmente snobbate dal volgo, che per non sprecare il voto e non osare variazioni preferisce lamentarsi e dimenticare.

Testo tratto da http://tinyurl.com/redditocitt .

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