festeggiare le guerre mondiali atomiche mancate per un pelo, mancate fini del mondo

Il tema di questo post sono le guerre atomiche e altre varietà di distruzioni globali mancate per un pelo, e il senso di tali episodi di quasi morte mondiale.

Il 26 settembre del 1983 un uomo salvò il mondo dalla distruzione.
Quel giorno e per molto tempo dopo, furono pochissime le persone che vennero a conoscenza del rischio che l’umanità aveva corso!

Quell’uomo era un Tenente Colonnello dell’URSS, il suo nome è: Stanislav Petrov. (Il nome è Stanislav; Petrov è il cognome. Me l’ha specificato un’amica agente segreta).

Cfr.  un articolo di Doxaliber in cui un commentatore riporta articoli del Corriere della Sera: del 1993 e del 1998 (qui le pagineweb originarie del Corriere: del 1993 e del 1998).

Da http://en.wikipedia.org/wiki/Stanislav_Petrov#cite_note-award-11 su Stanislav E. Petrov riporto un documentario del 2005  — http://www.logtv.com/films/redbutton/video.htm (PS: scomparso: inutile cliccarci) — e  un film atteso per il 2009 —http://www.statementfilm.dk/ (PS: scomparso: inutile cliccarci) — ,  e l’esistenza di un  Istituto per la prevenzione di guerre (nucleari) : http://www.IPPNW.org/ .

Un altro caso: http://en.wikipedia.org/wiki/Vasiliy_Arkhipov :

<< Vasili Alexandrovich Arkhipov (russo) (1926 -1999) era un ufficiale navale sovietico. Durante la Crisi dei missili cubana sventò il lancio di una torpedine nucleare e perciò una possibile guerra nucleare.

Il 27 ottobre 1962, durante la Crisi Missile cubana, un gruppo di undici fregate della Marina militare degli Stati Uniti e la portaerei USS Randolph intrappolarono un sommergibile sovietico Foxtrot B-59  dotato di munizioni atomiche, nei pressi di Cuba, e cominciarono a calare bombe di profondità, intese a costringere il sottomarino a emergere per l’identificazione.

A quanto pare, il capitano del sottomarino, Valentin Grigorievitch Savitsky, credendo che una guerra avrebbe potuto essere già cominciata, si preparò a lanciare per ritorsione una torpedine con testata nucleare.

Tre ufficiali a bordo del sottomarino — Savitsky, l’ufficiale politico Ivan Semonovich Maslennikov, e il secondo capitano Arkhipov — erano autorizzati a  lanciare la torpedine se unanimamente concordi nel farlo. Ci fu una disputa tra i tre, e solamente Arkhipov era contro il lancio, finalmente persuadendo Savitsky a emergere col sottomarino ed attendere ordini da Mosca. Fu così sventata una presagibile guerra atomica.

Alla conferenza che commemora il 40 anniversario della Crisi missilistica cubana tenutasi ad Avana il 13 ottobre 2002, Robert McNamara ammise che la guerra nucleare si era fatta molto più incombente di quanto la gente pensasse. Disse Thomas Blanton, direttore dell’Archivio di Sicurezza Nazionale, che “un ragazzo chiamato Vasili Arkhipov salvò il mondo.”

Nel libro di Aleksandr Mozgovoy , Samba cubana del Quartetto  “Foxtrot”, del 2002 : sottomarini sovietici durante la crisi caraibica del 1962  [1], un attore dell’episodio, il comandante in pensione  Vadim Pavlovich Orlov, presenta gli eventi in modo meno drammatico (il capitano perse la lucidità, ma due altri ufficiali lo calmarono) .  >>

[1] {è scritto da cani anche in inglese: del resto su Wikipedia può scrivere chiunque e c’è chi ci sgorbia apposta per screditarla}

Un uomo comune, e mi sbilancio a dire ognuno, dicendo NO al momento giusto e nel modo giusto, può salvare un/il mondo.

Ho letto e ho annotato la notizia su Stanislav Petrov quando è stata pubblicata  dal Corriere della sera nell’edizione del 23 settembre 1998 a pagina  11. (Numeròlogi! scatenatevi!).

Il 29 settembre si celebra l’arcangelo o principato Michele e credo che dobbiamo ringraziarlo per avere aiutato la coscienza del col. Petrov e lo prego di non demordere sulle coscienze forse  più refrattarie di noialtri.
Confrontando il bivio o piuttosto l’improbabile e straordinaria uscita di strada della storia di noi tutti e di questo pianeta con un contenuto di una conferenza di don Steiner sull’opera pneumatofisica di Christian Rosenkreutz, interpreto che l’umanità tutta — tutto il pianeta — ricordando questo e altri episodi di distruzione mancata  è chiamata a farsi rosicruciana. Dico spiritualmente, cioè intimamente: indipendentemente da associazioni che usano o abusano il nome di Rosacroce. Almeno voi, tu, che hai avuto  questa notizia, e che devi esserne sconvolto se non lo sei già stato, se ancora sei nella calma del pensiero abitudinario proprio del sonno, tu che leggi qui sei chiamato a essere discepolo di quell’Essere fantastico.
Episodi altri, di autodistruzione sfiorata, e mancata forse per cause altrettanto irrazionali –bensì ispirative, intuitive, sentimentali– di quelle che hanno sussurrato al colonnello Petrov in quel fatidico 26 settembre ci sono stati, e chissà quanti ci sono stati di cui non abbiamo notizia e forse mai l’avremo (distinguo <avere cognizione> da <avere notizia>).
Chi è minimamente sensibile –sia pur subconsciamente– al trauma di quei deragliamenti di salvataggio, trauma e salvataggio  indissolubilmente integrato nella costituzione del mondo, è portato a rifletterci o a rimuginarci: <<come quei che con lena affannata uscito fuor del pelago alla riva si volge a l’acqua perigliosa, e guata, così l’anima mia, ch’ancor fuggiva, si volse retro a rimirar lo passo che non lasciò giammai persona viva>> (dalla Commedia di Dante, canto 1′). ( Ecco un esempio a caso, posteriore al 1983, in campo artistico:)

plastico ricostruttivo del noto artista Giovanni Bido

“autodemolizione”: plastico ricostruttivo-decostruttivo di Giovanni Bido

Del resto, chi non sognò a quei tempi qualche scoppio epocale?

http://www.youtube.com/watch?v=K1blRT2hi10 guerra atomica (fiction che collaziona video documentari)
http://www.youtube.com/user/flyboy172r (storia della Tsar bomb, 100 Mton)

 

Una buona idea reputo pregare affinché eventi passati vadano come sono andati.
Per esempio che non sia successo qualcosa di sgradevole, e che sia successo qualcosa di desiderato.
In questo modo A: mi adeguo a quel che c’è di buono, B: divento equanime rispetto a quanto dovrà accadere.
In altri termini mi adeguo a volere cià che accade.

Riporto stralci di una conferenza tenuta a Neuchatel il 28 settembre 1911 e tutto sarà visionariamente chiaro. (Notare che è una mia minielaborazione di una traduzione non mia di una trascrizione da appunti scritti da non so chi da una conferenza).

< Chi Christian Rosenkreutz vuol fare suo discepolo viene scelto da lui in maniera singolare. Ognuno che sia stato scelto deve fare attenzione a uno o a più avvenimenti di un certo tipo durante la propria vita; la scelta di Christian Rosenkreutz avviene così: una certa persona giunge nella sua vita a una svolta decisiva, a una crisi: supponiamo ad esempio che qualcuno sia in procinto di commettere un’azione che lo condurrebbe a morte. Può trattarsi delle cose più diverse: ad esempio il soggetto percorre una strada pericolosa, ad esempio un ponte pericolante, o un percorso fuoristrada proseguendo sul quale precipiterebbe in un abisso, o scivolerebbe quanto  basta a picchiare il capo e a stecchirsi. Ed ecco, forse pochi passi prima dell’abisso, prima della perdizione, il soggetto sente come una voce, un richiamo a fermarsi. Se fosse per lui, proseguirebbe, ma non sa perché qualcosa gli dice <FERMATI !>.  Avvengono a migliaia casi del genere. Si deve tuttavia riconoscere che questi non sono che segni esteriori, certamente importanti, di un appello spirituale, appello che si congiunge interiormente con l’afflato a studiare lo spirito in qualunque modo e verso, scientifico, poetico o animalesco [lo spirito antoniano ad esempio]. L’avvenimento sù menzionato conforma un fatto fisico macroscopico, ma non deriva da una voce umana; esso è sempre tale che la persona interessata sa con certezza che la voce le viene dal mondo interiore, dal mondo spirituale. Sulle prime, può prevalere in lui l’opinione che chi gli ha parlato (eventualmente con una voce verbale e addirittura come sonora) sia nascosto da qualche parte, ma se il discepolo è maturo si accorge che non è una persona fisica a interferire nella sua vita. In fin dei conti il discepolo sa con certezza che esistono comunicazioni dal mondo spirituale, e che esse possono avvenire una volta nella vita — o anche più volte –. Dobbiamo soltanto comprenderne l’influsso. L’anima del discepolo afferma:   UNA VITA ULTERIORE MI E’ STATA DONATA PER GRAZIA; LA TRAMA DELLA VITA PRECEDENTE ERA CONSUMATA; QUESTA NUOVA  VITA RICEVUTA PER GRAZIA GETTA LUCE SU TUTTA LA MIA VITA SEGUENTE.   Il soggetto ha un sentimento ben preciso che si può rivestire delle seguenti parole:   SENZA QUESTA MIA ESPERIENZA ROSICRUCIANA SAREI MORTO  /  SENZA DI ESSA LA VITA SUCCESSIVA NON AVREBBE AVUTO LO STESSO VALORE.
Può comunque succedere che una persona abbia avuto già una volta o più volte questa esperienza, e tuttavia non si senta subito portata alla scienza dello spirito, ma che più tardi glie ne sorga il ricordo. Molti dei lettori potrebbero esaminare il corso della loro vita passata e trovare che avvenimenti   simili   vi sono accaduti;    soltanto che oggi vi si presta troppo poca attenzione!
Dovremmo  soprattutto  renderci conto che si passa davanti a tanti avvenimenti importanti senza osservarli, senza rilevarli.
Ecco, questo è un accenno alla vocazione dei discepoli profondi del rosicrucianesimo.   Un avvenimento come questo può anche passare davanti a una persona senza lasciare traccia, qualora essa ne cancelli l’impressione, svuotandola d’importanza.  Supponiamo invece che sia una persona attenta, che non giudica priva di significato
l’esperienza e che magari giunge al pensiero:  STAVI PROPRIO DI FRONTE A UNA CRISI CRUCIALE, IN QUELL’ISTANTE LA TUA VITA DOVEVA PROPRIO TERMINARE, TU L’AVEVI CONSUMATA, MA ATTRAVERSO UN FATTO APPARENTEMENTE CASUALE SEI STATO SALVATO.  IN QUELL’ORA E’ AVVENUNTO COME SE UNA NUOVA VITA SI FOSSE INNESTATA IN QUELLA DI PRIMA, TU LA DEVI CONSIDERARE COME UN DONO, E TI DEVI COMPORTARE DI CONSEGUENZA.
Quando un’esperienza simile provoca in un uomo [non in un avatarro, va da sé] il sentore che da quell’ora in poi la propria vita è considerabile come regalata, ciò lo rende un seguace di Christian Rosenkreutz: questo è il suo modo di chiamare a sé le anime. Chi riesce a ricordare una tale esperienza nel proprio passato può dire a sé stesso che Christian Rosenkreutz gli ha fatto cenno dal mondo spirituale invitandolo a partecipare della sua corrente, che Christian Rosenkreutz stesso ha introdotto nel suo destino la possibilità di tale esperienza. Questa è la maniera con cui Christian Rosenkreutz sceglie i suoi discepoli;     così elegge la sua comunità.   Chi vive coscientemente una simile esperienza può dirsi:
MI E’ STATA INDICATA UNA VIA, IO LA DEVO SEGUIRE E VEDERE FIN DOVE POSSO METTERE LE MIE ENERGIE AL SERVIZIO ROSICRUCIANO DELL’UMANITA’.    Anche chi non ha capito l’avvertimento giungerà più tardi a capirlo, perché colui al quale quel segno è giunto una volta non se ne libererà più. >

———-

Io dico che se tu, cioè=quindi ognuno, prendesse questo sul serio, anziché distrarsi con dichiarazioni e proclami dei politicini attuali (dichiarazionche sarebbero ininfluenti se badassimo invece a cosa fanno e cosa ci frega), anziché distrarsi rimuginerebbe trattenendosi le palle  sul pericolo scampato.

Congetture: la crisi economica che comincia a caderci addosso oggi era prevista già allora
(ma un mio amico  insider dreamer sognò soltanto nell’ ’86 che dal 2008 saremmo stati tutti più poveri) e iniziarono in quegli anni i mercanteggiamenti per l’euro, non è chiaro se per attenuarla o per appesantirla.

Quanto alla fortuna, chissà quanti generali e “illuminati” neocon delle due potenze più o meno in combutta sarebbero stati felici di una guerra… e di una ricostruzione, con meno plebe da schiavizzare. Militari veri e professionali come Petrov chissà invece quanti erano… Fortuna, o la volontà universale, somma delle volontà di tutti, pianeti e persone, ha voluto che si trovasse lì lui a decidere. Forse il dispositivo di rilevamento di missili era stato truccato apposta, dagli uni e/o dagli altri, per dare inizio (e fine) a una guerra; per fortuna/intelligenza/volontà Petrov ha avuto questo stesso sospetto tempestivamente e non ha voluto credere al mal- malfunzionamento dei radar.
Siamo vivi grazie a lui e a qualcuno che non ha ubbidito e non ha creduto né ai superiori né a una razionalità automatica e tendenziosa come s’intende comunemente la razionalità delle persone comuni e delle macchine che esse dovrebbero imitare. Perché per una generica predisposizione alla benevolenza sarebbe sufficiente la razionalità. In quel caso forse non sarebbe bastata: le mosse sembravano già state fatte, forse c’entrò qualcosa come il perdono o/= l’identificazione in una specie che sarebbe stata presumibilmente dominata da qualche stronzo spregiudicato ancora per qualche anno.

Reputo che siamo vivi anche grazie a Douglas Hofstadter, il quale ha rifondato gl‘imperativi categorici di Immanuel Kant chiarendo quella che ha chiamato < super-razionalità > (Cfr. invece la super-irrazionalità di Aziz).  A parte i casi divulgati (dopo decenni), non sappiamo quanto e quante volte il pensiero super-razionale ha fermato le grinfie dei nemici dell’uomo. E’ prioritario insegnare e divulgare il fondamento razionale dell’etica, lo sarebbe anche senza minacce di distruzione totale, giacché la cultura odierna è intrisa di razionalismo — e di scarsa ragione –.

Cosa c’entra Rosenkrantz? All’inizio del dramma di Tom Stoppard (cinematografato), lancia una moneta un grandissimo numero di volte e continua a riuscirgli TESTA, a dispetto del caso. Cfr il passato post sui poveri dèi (“della vacca matta”:  letame divenuto letale a causa di alimentazione antinaturale).

URL brevi per questo stesso post: http://bit.ly/jo70kO e http://bit.ly/guerreatomichemancate .

 

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