rispetto per le opinioni o per persone? uno vale nessuno e centomila. Un giornale ideale

Giornali e notiziari vari riportano le opinioni di Tizio e di Caio, le battute del tale presidente e le espressioni facciali, e come è vestito. Invitano politici a dialogare pubblicamente, persino su temi politici. Quelli poi viaggiano e telefonano, appaiono sul luogo di un piccolo terremoto (cfr un anno fa im Cina  invece), abbracciano bambini passanti o prepagati (se lo facessi io rischierei accuse di pedofilia), se va male vengono beccati mentre sono a un compleanno di qualche figlia e/o amante clandestina, e alcuni giornalisti con le palle rilevano che, sè stato lui (va be’, ormai sputtaniamolo anche noi, povero Silvio Berlusconi) a usare la famiglia per pubblicizzarsi, è incongruente (benché FORSE lecito) pretendere riservatezza da quando la moglie lo ha mollato (dopo averlo spremuto?).

Non ce ne frega un cappero di tutto ciò.

Domando: esiste un ente informativo (giornale, radio, sito d’internet) intermedio tra la Gazzetta Ufficiale e i gossip di La Repubblica? Un bigino della Gazzetta? Magari, anche delle sedute parlamentari? Radio Radicale le trasmette tali e quali, grazieaddio, ma un riassuntino..?                               Se esiste un tale ente sareste così comprensivi e cortesi da insegnarmelo? Fiducioso che ci sia e conscio della mia ignoranza, ringrazio fin d’ora.

Già le deliberazioni bene o male accessibili ai dotti mortali sono vincolanti, e neanche i  dotti mortali sanno da chi e da cosa  a loro volta sono vincolate — poteri occulti immaginabili e forse ovviamente inimmaginabili –.

Riprendendo pettegolezzi:  ho ascoltato giorni fa un brandello di un dibattito pubblico (tra qualcuno e qualcuno). A un certo momento uno ha detto circa: < RISPETTO LA TUA OPINIONE (ma …)> , magari parlandogli sopra, a proposito di rispetto… Parlare sopra costituisce carenza (eventualmente giusta, ad esempio per ritorsione, o per salvare dati importanti alla vita) di rispetto di opinioni o  di persone?

Comunque mi ha fatto notare la confusione tra opinioni e persone. Le opinioni non valgono un accidenti; le persone valgono — inestimabili, quindi anche niente, a scelta –. Le opinioni valgono? Però che bisogno c’è di rispettarle? Anche se non rispettate non soffrono… o avete opinioni animistiche sulle opinioni?

Se uno butta via un’opinione non sta necessariamente peggio, anzi è probabile he stia meglio. Se butta via il suo corpo invece si fa male.

Perché all’ultimo terremotino italiano e ai terremotati conseguenti tanta attenzione? e ai precedenti..? e a quelli esteri..? E alle migliaia e migliaia di morti e ai più numerosi feriti e menomati per malattie e incidenti su lavori e su strade..?

I connazionali sono più simpatici? Più buoni? Più visceralmente vicini perché parenti carnali da meno decenni o secoli? Sempre meno probabile, e comunque che razza di criterio sarebbe?

Ma non voglio dissuadere da alcun aiuto. Mi si riaffaccia il sentore che ognuno vale  come una moltitudine. Non sappiamo come influirà ognuno sulla storia. Non soltanto i battiti d’ali di farfalle a New York  potrebbero indurre terremoti a Pechino. Assegnare priorità e risorse con criteri meramente numerici, quindi sia pur poco numerici, mi sembra inumano o deumanizzante, cosificante. A voi come sembra?

Qualcuno vuole dedicarsi tutto ad aiutare una persona in coma a riprendersi –e pur ella desiderava o gradiva simili trattamenti– ? E lasciatelo dedicarvisi! D’accordo, ditegli pure che ci sono anche altri  bisognosi.  Buonanotte.

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RICEVO E VOLENTIERI ALTERO E PUBBLICO UNA LETTERA a  info@valori.it, il quale ente col motto <<scrivi la notizia giusta>> ci chiede di segnalargli notizie, e richieste su come comporre un giornale gradevole:  e anch’io vorrei un notiziario, giornale o settimanale, che distingua nettamente e lasci da ultime dichiarazioni e chiacchiere di politici e di esperti di turno.
Abbia una prima sezione dedicata a fatti gravi imminenti: scioperi, maltempi previsiti, lavori, sommosse, cataclismi, trattati di pace, ecc., cose che causano deviazioni dalla normalità quotidiana. Tali notizie devono essere ripetute per un mese, anche se con miniore rilevo e senza novità.     Prima vengano le notizie che riguardano tutto il mondo, poi quelle che riguardano l’area di diffusione dell’edizione.
Una seconda sezione riporti la produzione di Parlamento e Governo: in versione bigino, non la Gazzetta Ufficiale pari pari. Potrebbe eventualmente –inoltre– riassumere quel che hanno fatto o non fatto i parlamentari. Esempio: <<per tutta la mattina non hanno fatto un cavolo, pomeriggio hanno discusso un progetto di legge sul restauro delle marionette nei teatrini ambulanti, si sono scambiati qualche schiaffo per finta, Caio ha alzato la voce e tutti hanno applaudito>>.
In un’altra sezione mettano le chiacchiere e le dichiarazioni sia pur reboanti e impegnative, sia pur scritte (magari ce ne fossero), proclami e programmi, convegni dei partiti.
Conservino la sezione <Cultura,  spettacoli, sport>, ma in un allegato venduto a parte, a meno che spieghino come influenzano la vita.

Un’altra sezione potrebbe essere educativa. Per esempio faccia riflettere sui criteri in base a cui votare. Scommetto che non l’ha fatto nessuno, né politici né giornalisti.
Non intendo discorsi esplicitamente o tendenziosamente a sostegno di una o di un’altra fazione, neppure se fossero ragionevolissimi. Bensì meri inviti a riflettere, e possibilmente sondaggi su come la gente sceglie. Di votare per elezioni e referendum, per esempio — in tema di politica –, o di mangiare, o i giocattoli da dare in pasto ai bambini e a sé.
Votano perché glie l’ha raccomandato il marito? o il presidente del consiglio dei ministri? l’animatore della spiaggia? Per rispetto ai morti del Risorgimento? ai vivi discendenti? agli Ateniesi? a Leonida? votano con piacere? si macinano chilometri e rinunciano a una sveltina o a un affare bello grosso per recarsi ai seggi? votano con speranza o per poesia? per dovere o per disperazione?    Perché alcuni invece si astengono? Perché alcuni annullano? Gli elettori studiano i programmi? almeno del partito che votano? dove trovarli? Dove sono liste dei partiti? studiano i bilanci? Un criterio sarebbe l’efficienza nel proporre e sostenere le proprie volontà. Un altro è la faccia, più o meno sorridente, l’età, il curricolo, l’attività politica svolta finora, e quel che ne è conseguito;  il Q.I. , il capitale accumulato, i coniugi, la vita privata, gli hobby, i figli, gli amanti, lo stile nel vestire, lo stile nel guidare, i ricordi di scuola dei compagni, e altri criteri;
e alla fine il naso, la scelta immediata, la sospensione del giudizio per un giorno, per una notte, il lancio di una moneta, di un dado, di un dado virtuale a N facce, ecc.   Sono tutti criteri difendibili: non sto criticando essi, qui.
Noi gente finora abbiamo scelto con scarsa consapevolezza sui criteri di scelta.

Un’altra sezione del giornale, nella cultura, potrebbe essere la filosofia ontologica. Aggiornamenti su <perché c’è qualcosa (invece che niente >. Se non ci sono aggiornamenti, in ogni edizione scrivere <non ci sono aggiornamenti su tale ESSENZIALE questione: ultimo aggiornamento sull’edizione del giorno …>.
Una cosa che vorrei nei massmedia stampati è il coraggio del vuoto (niente di tremendo: di vuoto tipografico dico!).
Quando non si riempiono tutti gli spazi, impaginatori e compagnia bella allungano gli articoli, ricopiando parole o concetti, o viceversa ne tagliano, fregandosene dei sensi.
MOLTO meglio, incommensurabilmente, sarebbe una veste grafica piena di buchi e con articoli spezzati da una pagina all’altra.
Apprezzerei in un giornale ( e, se ben fatta, in una rivista )  l’incostanza del numero di pagine. Se il numero di pagine per settore e totali resta costante, penso che si sono imposti di riempirle, quindi di qualsiasi robaccia purché siano piene.
E se le riempiono di robaccia una o due volte, poi la robaccia devono mettercela per abitudine e/o coerenza (per serietà insomma) anche quando notizie importanti ci sarebbero!
Gli articoli poi potrebbero essere uno di seguito all’altro. Perché c’è la mania di disporli a casaccio? Ha  senso nella prima pagina — dove peraltro starebbe bene un indice, o nella seconda almeno –, non nelle altre.
(Una sezione potrebbe essere sugli orari di negozi e uffici, banche incluse) .
La sezione delle lettere dovrebbe indicare chiaramente i criteri di selezione delle lettere, e se per caso si riservano o s’impegano di trasmetterne ad altri enti interessati.
Certi articoli potrebbero essere soltanto o quasi soltanto link: <<oggi nodo lunare in Pesci: risvolti per l’agricoltura e l’itticoltura sulla rivista tal dei tali, + sito d’internet tal dei tali.>>; <<inventata/commercializzata resina sintetica per tappi da orecchie personalizzati: www. ……>>
Notiziole curiose e cronaca nera, se mai ce ne fosse ancora in futuro, potrebbero stare inseme, forse.
Appelli e iniziative sociali facilmente praticabili e magari senza controindicazioni (come quella di Pianetavivo per il 28-29 luglio ad esempio) avrebbero il giusto rilievo.
Ecco come vorrei giornali e riviste, almeno una! La pagherei liberamente, per rivedere una rivista così.

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Informazioni su pianetavivo

pianetastro-wordpress@yahoo.it
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